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italy COSA

Call for papers per il convegno “Postcolonial Italian Cinema”. La conferenza è a cura di Damiano Garofalo (Sapienza, Roma) e Luca Peretti (Warwick).

Comitato organizzativo: Samuel Antichi (Sapienza, Rome), Ilaria Dellisanti (Sapienza, Rome), Mary Jane Dempsey (Warwick/Cornell), Luana Fedele (Sapienza, Rome), Alma Mileto (Sapienza, Rome), Ilaria Puliti (Warwick).

DOVE E QUANDO

Sapienza Università di Roma, 16-17 settembre 2021.

University of Warwick, 1 ottobre 2021.

Se le condizioni lo permetteranno, la sezione della conferenza che si
svolgerà a Roma sarà in presenza e, contemporaneamente, verrà trasmessa in
streaming. La sezione di Warwick, che consisterà in una tavola rotonda,
sarà invece online o in forma ibrida.

TEMI

L’impero coloniale italiano, piccolo e relativamente di breve durata, si è
storicamente sviluppato in alcune aree del Nord Africa, dell’Africa
orientale, dei Balcani e del Mediterraneo. Nell’immediato dopoguerra, il
colonialismo italiano viene erroneamente associato al solo periodo fascista
e, col fine di creare un’Italia nuova “ripulita” dagli errori del passato,
rapidamente rimosso dal dibattito pubblico. Se assistiamo, dunque, a un
certo silenzio sull’esperienza coloniale italiana, le poche tracce che
possiamo individuare all’interno della cultura italiana degli anni Quaranta
e Cinquanta sono per lo più intrise dalla retorica degli “Italiani brava
gente”. A partire dagli anni Sessanta, tuttavia, si sviluppano anche in
Italia fenomeni di solidarietà internazionalista verso i movimenti per la
decolonizzazione. Questi trovano nel cinema il loro esito più noto ne *La
battaglia di Algeri* (Gillo Pontecorvo, 1966), film di produzione
italo-algerina che è stato visto, discusso e utilizzato da molti popoli e
gruppi terzomondisti e internazionalisti (dalle Pantere Nere ai militanti
palestinesi).

Negli anni successivi, diversi altri film, sia di fiction che documentari,
hanno trattato  questioni coloniali. Si pensi, a titolo di esempio, a *I
dannati della terra* (Valentino Orsini, 1969), ispirato all’omonima opera
di Frantz Fanon, oppure ad *Appunti per un’**orestiade africana* (Pier
Paolo Pasolini, 1970). Bisognerà, tuttavia, aspettare gli anni Ottanta
affinché un kolossal, pressoché sconosciuto, come *Il leone del deserto* (Akkad,
1981), tratti per la prima volta in modo diretto il problema del
colonialismo italiano. Tracce dei passati coloniali si possono trovare in
molti altri film degli ultimi anni, da commedie come *La vita è bella* (Roberto
Benigni, 1997) e *Tolo Tolo* (Checco Zalone, 2020), passando per film
industriali  girati nelle ex colonie, fino a film più sperimentali e
d’avanguardia che mettono apertamente in discussione le pratiche coloniali
sotto forma di critica politica. Il convegno affronterà per la prima volta
la categoria di “cinema italiano postcoloniale” da molteplici punti di
vista. Se, infatti, il cinema italiano coloniale e imperiale di epoca
fascista è stato variamente analizzato e discusso dalla storiografia
italiana e internazionale (si pensi soprattutto agli studi di Ruth Ben
Ghiat), ancora relativamente poco è stato fatto sui film italiani del
dopoguerra che hanno affrontato tematiche connesse al colonialismo e al
post-colonialismo (si vedano i lavori di Leonardo De Franceschi).

SCADENZA E CANDIDATURA

Proposte d’intervento (max 20 minuti) per la conferenza di Roma potranno essere inviate sotto forma di abstract della lunghezza complessiva tra le 150 e le 200 parole, assieme a una breve nota biografica, all’indirizzo postcolonialitaliancinema@gmail.com, entro e non oltre il *31 marzo 2021*. La lingua ufficiale della conferenza
sarà l’inglese, ma saranno previste alcune sezioni in lingua italiana.

La conferenza è supportata dal Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo di Sapienza Università di Roma; dal Department of Film and Television Studies, la School of Modern Languages and Cultures e The Institute of Advanced Study di Warwick University.


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Picture: Wayne Lee-Sing/Unsplash

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