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Call for papers della rivista Segni e comprensione, dedicato a “Esistenza e giudizio – Edith Stein, Simone Weil, Hannah Arendt”.

TEMA

La filosofia del Novecento, in molte delle sue correnti e componenti, come l’ermeneutica, l’esistenzialismo, lo storicismo problematico, l’antropoanalisi, fenomenologica, ha cercato di comprendere le scissioni e la “difettività” dell’esistere. In fondo, ogni riconciliazione e giustificazione, e dunque ogni autentica comprensione, muove dal tentativo di superare la scissione e di annullare la rovina del negativo. Spesso è stato posto in gioco l’inquietante interrogativo: come vincere la scissione? Forse, per superare la scissione è necessario pensare fino in fondo l’alterità dell’altro, tentando di esistere con l’altro e per l’altro,
esperendo cioè il coesistere come modo fondamentale di essere-nel-mondo. Se partiamo da queste premesse, diviene evidente che il _proprium_ della ragione ermeneutica non si ritrova nella forza del logo che vince il negativo e la scissione grazie alla risoluzione delle differenze in identità, ma si rivela come implorazione e lode, rapimento e stupore, compassione e ascolto. Occorre, in ogni caso, fare attenzione perché giustificare non è semplicemente riabilitare il passato e valicare le differenze. Non si tratta solo di dire: il passato che ci colpì, che ci lacerò, che produsse illusione e amarezza, ora non ci fa più paura, dunque possiamo volgere lo sguardo all’indietro e rimirarlo; non si tratta solo di dire: dimentichiamo le offese e i colpi e le ferite che ci sono venuti dall’altro, dagli altri. Si ha qui da fare con una giustificazione più “alta”, cioè si tratta di “intervenire” sul passato. E qui che le considerazioni di Edith Stein, di Simone Weil e di Hannah Arendt risultano di grande interesse.
Nelle tre filosofe pensiero e vita si ricompattano attraverso la pratica del giudizio. In questa prospettiva, vivere e conoscere finiscono per coincidere, in quanto l’uomo diventa consapevole della sua esperienza esclusivamente nel momento in cui conferisce un senso agli eventi. Così, la conoscenza diventa per l’uomo una pratica autopoietica, che si traduce al contempo in una proiezione etica.

Ecco alcuni temi possibili di riflessione:

– Il pensiero rappresentativo

– La riabilitazione del logo

– Esistenza e giudizio

– Il male radicale

– Senso dell’essere e fondamento dell’essere

– Le tonalità affettive

– Il pensiero “crepuscolare”

– Ragione e rivelazione a confronto

CANDIDATURE

Vanno inoltrate entro il 30 maggio 2019. Qui le indicazioni per l’invio.


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Pic from Wikimedia

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