Perché?

Ascoltare un paper di 20 minuti può essere un’esperienza fugace o interminabile; molto dipende dal tema, ma altrettanto dipende dalla forma. Ad esempio, appare un’esperienza interminabile quando l’oratore si limita a leggere un articolo senza mai alzare lo sguardo, con tono monocorde, rendendosi conto troppo tardi che il tempo è scaduto da un pezzo.
Una presentazione carina, quando non addirittura accattivante, può ridurre questo rischio e catturare l’attenzione di qualche ascoltatore in più: una bella slide incuriosisce, e spesso garantisce almeno 30 secondi di attenzione del pubblico. Se poi le altre slides aiutano a seguire il filo del discorso, allora è possibile persino che a seguire il nostro intervento siano più dei 2 o 3 sparuti conoscitori del nostro micro-settore. Così, forse, qualcuno in più farà domande interessanti e ci aiuterà a migliorare il nostro lavoro, che in fondo è il vero obiettivo del partecipare alle conferenze.
Qui di seguito, perciò, passo in rassegna alcuni strumenti cui mi sono affezionato nel tempo, e che uso regolarmente quando si tratta di creare una presentazione per un paper. Si tratta di trucchetti tecnici che hanno in comune un presupposto molto semplice: un paper di 20 minuti non può spiegare il perché-percome di una ricerca, né tutte le implicazioni metodologiche, filosofiche, esistenziali. Si tratta piuttosto di “raccontare una storia” ad un pubblico che, benché esperto dell’area di ricerca, probabilmente non sa nulla del nostro specifico ambito.
Per farla breve, in questo articolo leggerete di 3 elementi fondamentali: font e immagini, i modi più semplici per rendere una presentazione originale e personale; e strumenti, cioè un paio di software semplici e comodi per creare presentazioni carine (spoiler – non c’è Powerpoint). Al fondo trovate una galleria di immagini a titolo di esempio, con brevi spiegazioni.

Pensare a un tema

Un paper che parla di guerre in epoca medievale è più accattivante se presentato in uno stile medievale? Credo di sì. Senza indossare una cotta di maglia e presentarsi nella sala con una balestra a tracolla, si può dare un tocco di medioevo pensando a una grafica goticheggiante, con font e iconografia coerente.
Una ricerca che parla di filosofia politica negli USA può essere facilmente arricchita da alcuni “gadget” in stile far west, oppure art deco newyorkese, o magari a tema Hollywood, perché no.
Se la nostra ricerca non è così immediatamente traducibile in un racconto e in immagini, si può comunque indorare la pillola utilizzando uno schema di colori e font accattivante, magari qualche foto astratta (se ha senso) scelta con cura, invece delle texture predefinite che si trovano sui programmi più comuni.

Elementi della presentazione

Immagini

Il primo step è quello delle immagini: arricchire la presentazione con qualche immagine è semplice e proficuo: possiamo aggiungere sfondi (ad esempio “bricks” o “wall”) su cui creare la nostra presentazione, oppure aggiungere qualche immagine specifica. Se stiamo parlando di un monaco benedettino del IX secolo, è piacevole vedere che faccia ha. O, se non esiste un suo ritratto, che faccia ha il suo re/imperatore/nemico. Se stiamo parlando di qualcosa che ha a che fare col teorico, una foto dell’autore del libro di riferimento può fare al caso nostro. Se parliamo di un luogo, poi, mostrarlo permette a tutti di seguire facilmente il nostro ragionamento. Chi può essere incuriosito da un paper sul senso politico del museo Kanak di Noumea… se non ha la più pallida idea di come sia fatto?

Dove cercare

La soluzione più semplice è spesso quella migliore. Possiamo usare immagini che abbiamo già per via della nostra ricerca, oppure, in seconda battuta, affidarci al buon vecchio Google, avendo cura di selezionare la grandezza delle immagini richieste. Naturalmente per trovare immagini “vale tutto”, quindi anche i siti di fotografie, come il celebre unsplash, sono una buona opzione. Senza contare che possiamo usare le nostre fotografie, se vogliamo dare un tocco extra di personalizzazione.

Come cercare

E’ importante tenere a mente due accorgimenti. Il primo è fare le ricerche in inglese o, in alternativa, nella lingua relativa al tema trattato. Se cercate su Google “macchina del tempo” ottenete 111.000.000 risultati, se cercate “machine du temps” si sale a 289.000.000, mentre con “time machine” le voci sono 3.650.000.000. Una bella differenza, che può permettervi di trovare l’immagine che fa al caso vostro.
Il secondo è cercare immagini in formato PNG, cioè “ritagliate” o trasparenti: in questo modo potete usarle senza problemi di sovrapposizione, per esempio quando volete aggiungere alla presentazione l’immagine rotonda di un mappamondo… e c’è un gigante sfondo rettangolare bianco. Anche in questo caso, è bene attenersi all’inglese. Cercando ad esempio “emperor stamp PNG” troviamo 4.630.000 risultati, con “timbro imperatore PNG” appena 54.000.

Font

Un altro elemento di forte personalizzazione è il font. Curiosando tra le impostazioni di tutti i software a disposizione (Powerpoint, Pages, Word, Canva, ecc) si trovano già alcuni font sfiziosi. Naturalmente è bene essere prudenti, perché di regola l’originalità dei font è inversamente proporzionale alla leggibilità. Perciò è sempre bene usare font più originali per i titoli o per le brevi parole, e attenersi a quelli più semplici – con o senza grazie – via via che si allunga il testo.
Ciò non toglie che i font danno subito l’impressione di “fatto su misura”, e vale la pena quindi spendere un po’ di tempo per trovare quello che ci serve. Per fortuna il fantastico mondo dell’internet è pieno di font scaricabili gratuitamente, un’operazione che richiede circa 30 secondi per ogni font.
Primo, bisogna trovarli e scaricarli: possiamo andare su Dafont, 1001font o Fontsquirrel: queste le principali miniere in cui trovare quelli giusti. Si scaricano rapidamente (sono leggerissimi, appena qualche Kb) e si installano altrettanto velocemente. L’installazione è automatica su Windows. Tra l’altro, essendo i font una risorsa gestita dal sistema operativo, ve li ritroverete su tutti i software di office.

Parte dei “tipi” di font sul sito 1001fonts.com

Su Ipad c’è bisogno di una piccola app, Anyfont, che gestisce poi tutti i font personalizzati. Anche in questo caso la procedura, pur richiedendo qualche click in più, è estremamente semplice e guidata.

Tool

Non ho mai usato Powerpoint. Ho scoperto Pages e Keynote su Ipad, e sono i due strumenti che impiego per realizzare le mie presentazioni. Sono intuitivi e flessibili e, tra l’altro, condividono la maggior parte delle features. La particolarità di Keynote rispetto a Pages è che, come Powerpoint, è concepito per avere una serie di slide; ha quindi una visualizzazione più ergonomica (si vede la slide a cui si lavora ma anche, nella colonna a destra, la serie di slide) e permette di aggiungere numerose transizioni, se si vuole strafare.
Un secondo strumento, che ho scoperto da poco, è Canva: è interamente online, perciò non si può usare senza connessione; a parte questo, però, è altrettanto intuitivo rispetto a Pages. Già nella versione gratuita offre molte possibilità, e la versione a pagamento include ancora più features, come la possibilità di creare immagini trasparenti PNG e di caricare font personalizzati.
Al di là delle differenze tecniche e di utilizzo, Pages, Keynote e Canva si basano sull’idea – comune anche a PPT e in generale a ogni programma di grafica – che si possono sovrapporre diversi strati di immagini. Sfondo, fotografie, decorazioni, testo, immagini: tutto a livelli diversi, con la possibilità quindi di creare sovrapposizioni artistiche.


E’ il momento di concludere con una confessione: ho imparato le basi di questo approccio creativo sui videogiochi, passando diverse ore (non dirò quante) sugli editor di PES 6, RollerCoaster Tycoon 3, NFS Underground 2 e altra roba del genere.


Ecco qui alcuni esempi:

[Keynote, Ipad] Prima pagina della presentazione “My native land calls me. Francis Lieber, German 1848, and American nationalism”.

Ho utilizzato molti font diversi per rendere l’idea di un “manifesto” del XIX secolo, sul modello degli “illustrated atlas” dell’epoca. Lo sfondo è una texture di “old paper”, e ho adoperato un divisore grigio (sotto “grows”) trovato su Google. Per decorare ho aggiunto un francobollo francese e un timbro americano in basso a destra (tutto trovato su Google). Gli altri elementi (frecce, riquadri e linee) sono tutti inclusi in Pages.

[Keynote, Ipad] Prima pagina della presentazione “Un crime irrésolu – le silence de Francis Lieber sur la Peculiar Institution”.

Trattandosi di un piccolo enigma storico, ho strutturato la presentazione come un noir: dopo la prima pagina ho presentato il sospettato, la scena del crimine, il movente, ecc. Qui ho usato un dipinto a cui ho aggiunto una lente di ingrandimento che “fa molto detective”, e ho adottato uno schema di colori e font molto semplice, che richiama un po’ l’atmosfera “Law & Order” con il rosso e il blu.

[Keynote, Ipad] Presentazione “68.18 – L’inizio”, lavoro di gruppo con Anna Lisa Somma e Sergio Solombrino.

In questa piccola “demo” nel quadro di un progetto del Polo del ‘900 abbiamo provato a pensare a come potrebbe essere un ’68 ai giorni nostri. Per questa presentazione abbiamo optato per uno schema (di colori e di struttura) piuttosto sobrio, usando un template predefinito di Keynote.

[Canva]. Presentazione di una giornata giovani ricercatori del laboratorio CRHI, Nizza.

La mia prima esperienza con Canva. Non conoscendolo bene ho optato per uno schema “minimal” con una foto sfocata sullo sfondo (la civetta è il simbolo del laboratorio) e un paio di colori (viola e celeste) su cui scrivere le informazioni essenziali.

[Canva] Locandina del seminario “Il diritto allo studio dei lavoratori”.

Il seminario è stato il primo di una serie, perciò ho deciso di strutturare la locandina in due parti: la cornice dentellata e l’interno, così da poter riutilizzare la cornice per i prossimi appuntamenti della serie. Visto il tema del lavoro ho scelto una figura adeguata (un dipinto della serie “America Today” di TH Benton) e, giocando con la trasparenza, ho aggiunto le informazioni seguendo lo schema di colori giallo/blu.

Photo by camila waz on Unsplash

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